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primi 100 ANNI de La Stella del Mare |
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Partendo dagli inizi
ripercorriamo la storia de La Stella del Mare, storica rivista del Santuario di
Nettuno che quest’anno compie 100 anni. Il primo
numero Il formato è di cm
14 x 21 e richiama quello dei quaderni da libro “Cuore”, con la carta giallina e
la grafica in corsivo inglese, per un totale di 22 pagine. La scrittura ad una
sola colonna è alternata da riquadri e rare fotografie, tutto sommato
l’impressione è di una pubblicazione agile ed ariosa, che cattura facilmente
l’interesse del lettore. Il copertina in
carattere grassetto nero, in alto, il titolo ben in evidenza LA STELLA DEL MARE, periodico mensile.
Poi come racchiusa in una cornice l’intera pagina è occupata da un dipinto in
bianco e nero: in evidenza e ben marcato il disegno di un vascello con tre
alberi in balia di una tempesta non comune. Proveniente dall’alto una stella,
una scia luminosa che va a morire sui legni della nave. In lontananza, sulla
sinistra, l’antico borgo di Nettuno sotto un cielo imbronciato e minaccioso. Il
sottotitolo recita: “A vantaggio del
nuovo Santuario in Nettuno presso i Passionisti”. All’interno, seconda
di copertina, c’è la foto stupenda della Madonna delle Grazie, con la scritta
“Prodigiosa immagine, approdata
mirabilmente in Nettuno nel 1550 e dichiarata patrona principale il 23 Agosto
1877. Coronata dal Rev.mo Capitolo Vaticano il 28 maggio
1881”.
La prima foto a
tutta pagina è riservata a Pio X, ritratto nella sua più verosimile maestà e con
il biglietto autografo della sua benedizione: “Benedico di cuore tutto ciò che riguarda il
nuovo Santuario di N.S. delle Grazie di Nettuno, i collaboratori del periodico
che sorge a zelarne l’opera e quanti in qualsivoglia si adopereranno per la sua
erezione. Dal Vaticano 1 dicembre 1909. Pius X”. A pagina 3 La Stella
del Mare si presenta ai suoi DEVOTI LETTORI: “Fin dal 1550 la miracolosissima immagine di
Maria SSma delle Grazie, trafugata dalle spiagge traviate della Superba Albione
e pervenuta per divina disposizione alla spiaggia fra Nettuno ed Astura, ebbe
culto e restò esposta alla venerazione dei fedeli nella Cappella della SSma
Annunziata presso Nettuno. In seguito la fervente devozione di Nettuno e di
Anzio, nonché di altri popoli vicini, indusse i fedeli medesimi a restaurare,
ampliare ed ornare la primitiva Cappella. Ma il tempo che altera sempre se non
distrugge del tutto ed il continuo avanzarsi del mare in quel punto ha reso
pericolante il Santuario, che per ordine delle Autorità è stato chiuso al
pubblico culto e demolito. Provvisoriamente si è provveduto alla pubblica
venerazione della Sacra Immagine adibendo un piccolo locale ad uso Cappella. E
poiché ‘Ogni virtù la infiora – Ogni Santo la onora’, anche i suoi devoti e
specialmente quelli che hanno ottenuto grazie particolari, vogliono vedere la
cara Immagine collocata in più degno loco, è già stata messa la prima pietra da
Sua Eminenza il card. Agliardi il 24 Maggio 1909. Col sorgere del nuovo, bello e
Sontuoso Tempio sorge alla luce questo periodico il cui scopo è di illustrare i
prodigi e le grazie che da secoli si operano e presentemente si operano nella
improvvisata Cappella per incoraggiare sempre più i devoti a venire con il loro
obolo in aiuto a chi, fidente, si accinse all’opera ardimentosa di uno splendido
santuario, del quale oggi sono già assicurate salde fondamenta, del valore di
20.000 lire. Leggete dunque o devoti della Vergine queste colonne e fatele
leggere ad illustrazione della gloria di Colei la quale disse: <<Chi mi
glorificherà avrà vita eterna>>. Qui elucidant me vitam. Aeternani
“abebunt”. Firmato la Direzione”. Non poteva mancare
la presentazione ufficiale dei collaboratori, primo fra tutti il leggendario D.
Temistocle Signori, arciprete della Collegiata, poi la signorina Rosa Vagnozzi e
la signora Maria Pagnese. Per incomprensibili motivi non si fa cenno al nome dei
Passionisti, citati genericamente e senza nominare i Direttore Responsabile che
dovrebbe essere quasi sicuramente un certo P. Enrico Serafini, morto in seguito
missionario in Argentina. Il primo articolo è
del Signori che sintetizza gli ‘appunti storici’ del celebre approdo del 1550,
il secondo è firmato da Rosa Vagnozzi ed è dedicato alla spiritualità mariana.
La narrazione dei miracoli è preceduta da una spiegazione del significato della
parola miracolo, poi l’elenco dei benefattori ed un lungo articolo su San Pietro
senza firma. Sorprende molto a pag. 18 un articolo di psicologia firmato con la
sigla A.C. In terza di copertina infine una lettera aperta di ringraziamento al
Papa Pio X ed in ultima pagina il bozzetto del nuovo Santuario in
costruzione. ![]()
Dal 1909 ha narrato
le varie stagioni vissute dal Santuario, ma ha seguito la storia di Nettuno e
d’Italia non solo dal punto di vista religioso Come i nostri
affezionati lettori avranno capito, stiamo tracciando il profilo del mensile del
nostro Santuario di Nettuno, La Stella del Mare, ideato dai Passionisti
inizialmente per promuovere la devozione alla Madonna delle Grazie e trovare
fondi per la realizzare la costruzione del nuovo Santuario, più decoroso e più
degno del grande tesoro giunto dal 1550 dall’Inghilterra e che compie 100
anni. La scarsezza delle
risorse sarà la spinta iniziale, ma in seguito il mensile sarà chiamato ad
allargare i suoi orizzonti sui confini della Chiesa e del mondo quando nel 1950
avvenne il grande evento della canonizzazione di Santa Maria Goretti, le cui
spoglie dimorano nel Santuario di Nettuno. La decisione fu
presa e si materializzò nell’ottobre 1909. Il periodico ebbe fin dall’inizio una
tiratura di oltre 2000 copie e gli abbonamenti aumentarono di mese in mese. In
tre anni la pubblicazione fruttò circa 25.000 lire tutte destinate al nuovo
Santuario. Tra i finanziatori e promotori della pubblicazione un posto di
rilievo lo ebbe la signora Anna Capozzi, domiciliata in Roma e nativa di Foggia,
alla quale avvenne un episodio particolare. In sogno o in una visione San
Gabriele dell’Addolorata le disse: “Va a
Nettuno, cerca i miei confratelli e colà troverai la pace: và, perché anch’essi
hanno bisogno di te.” La signora andò a Nettuno, si informò delle varie
necessità e rifornì la chiesa di tutto il necessario: biancheria, pianete,
camici, calici, reliquari, una preziosa pianeta del ‘500 e varie offerte fino ad
arrivare a 20.000 lire. Inoltre insistette in tutti i modi affinché la nuova
rivista vedesse la luce. Un particolare non
solo di buon auspicio, addirittura determinante alla realizzazione del progetto
che trovò insormontabili ed insensate difficoltà. Leggiamo dalla Platea del
Ritiro di Nettuno: “Incominciarono le
pratiche per ottenere i debiti permessi ove non si ebbe opposizione assoluta, si
ricevette scherno e derisione, come idea di pazzi. Il passo di certo è ardito,
perché si trattava del primo periodico edito dai Padri Passionisti. I nostri
Superiori non vollero assumersi responsabilità alcuna: i religiosi la chiamavano
ridicola novità: le autorità ecclesiastiche in forza del dissidio esistente si
opponevano con tutte le arti. Noi però non ci perdemmo di animo e conosciuta la
bontà dell’opera avuta la sicurezza che la signora Capozzi avrebbe sostenuto le
spese di stampa, si composero le bozze e per mezzo di persone favorevoli
all’opera furono umiliate ai piedi di sua Santità Pio X il quale si degnò
approvare e benedire l’ardito progetto col seguente
autografo: Dopo ciò il Padre
Generale non potè fare altro che benedire ciò che era stato
approvato.” A distanza di 100
anni avremmo voluto conoscere almeno il nome di questi anonimi lungimiranti “noi non ci perdemmo d’animo” per
complimentarci con loro per aver guardato lontano, precorso i tempi e per aver
donato al Santuario un organo di stampa tra i primi in Italia. Il centenario
offre l’opportunità di ripercorrere un cammino che per La Stella del Mare è
stato abbastanza impervio. In coincidenza e a ridosso delle due Guerre Mondiali
la rivista non uscì. Venne infatti sospesa la pubblicazione dal 1914 al 1928 e
dal 1940 al 1950. La canonizzazione di Santa Maria Goretti creò diversi
malintesi circa il nome da continuare a dare alla nostra pubblicazione. Un
problema pretestuoso ed inesistente ma che portò al cambio ben due volte de La
Stella del Mare. Dal 1950 al 28 Giugno 1958 divenne “Il Santuario di Nettuno e
Santa Maria Goretti”. Addirittura dal 31 Luglio 1958 al 22 ottobre 1960 “causa l’enorme corrispondenza sempre in
aumento e per risparmiare tempo e denaro è stata cambiata la periodicità,
passando da mensile a settimanale” (Cfr. Platea – Comunità – Nettuno). Per
la circostanza venne aumentato il numero
delle pagine ad 16 a 20 e si verificò ancora un cambio di testata: da “Il
Santuario di Nettuno e S.Maria Goretti” a “Il Santuario di N.S. delle Grazie e
S.Maria Goretti in Nettuno”. La ragione di questo ennesimo cambio di nome veniva
così motivata: “Vogliamo mettere in
evidenza la Madonna” (Platea – Comunità – Nettuno). Questo nuovo titolo
venne mantenuto dal 1960 al maggio 1988 quando, a furor di popolo, venne ripreso
l’antico storico nome di fondazione. Non si trattò di un ritorno romantico alle
origini, ma di rispetto e di superamento di certi condizionamenti di tipo
lessicale. In un articolo del gennaio 1988 così il Direttore ne presentava le
motivazioni: “La Provvidenza tuttavia
preparava questo luogo e questa rivista ad orizzonti ancora più ampi. La piccola
Maria Goretti di Le Ferriere di Conca, diviene un astro nel firmamento di Dio e
della Chiesa. La Stella del Mare prende atto di questi disegni di Dio e si mette
a servizio di questo luminoso frammento di cielo custodito sulla riva del mare.
Il nome della Madonna delle Grazie viene accostato a quello di Maria Goretti:
ruoli diversi e chiamate diverse. Unico e irrepetibile quello di Maria di
Nazareth, vocazione comune con Marietta di essere adoratrici dei voleri della
Trinità e modelli per gli uomini di sicuro cammino verso Dio. Una “stella” così
dai due riflessi chiamata a brillare nel cielo di Dio e degli uomini, un tesoro
spirituale che è un privilegio da far conoscere ed
amare”. Spiritualità mariana
e spiritualità gorettiana al servizio della Chiesa e del mondo, aperta a 360°
sulla strada della nuova evangelizzazione. Nel 1989 veniva
stampato il calendario completamente personalizzato ed a colori. Nel 2000 la
rivista passò dalle 24 alle 36 pagine tutte completamente a
colori. Ancora un curioso
particolare storico: dal 1949 al 1950 la Stella del Mare venne unificata con la
rivista de la Scala Santa di nome Il Crocifisso, un’operazione spinta da
motivazioni economiche che lascia il tempo che trova e che si rivela sempre dal
fiato corto. I primi anni, almeno
fino al 1912, non vengono riportati i nomi dei Direttori Responsabili del
mensile. Il primo Direttore a firmare la rivista è P. Ireneo (1912), poi P.
Emidio (1929-1934). Da settembre 1950 direttore è P. Celestino Nerone, poi
verranno P. Simone Sconocchia, P. Gabriele Pollice, P. Bernardino Bordo e P.
Atanasio Campanari. A tutti loro va la nostra
riconoscenza. La tiratura attuale
del La Stella del Mare è di oltre 5000 copie mensili:è diffusa in tutta Italia e
negli Stati Uniti, Canada, Francia, Spagna ed Israele. Il mensile più
antico dei Passionisti con umiltà e consapevole fragilità bussa ogni mese alla
porta di tante famiglie, portando nelle vostre case la benedizione della Madonna
e di Santa Maria Goretti. Una piccola goccia nel mare della pubblicistica
cristiana, ma perifrasando una frase della Beata Teresa di Calcutta: “Senza quella goccia il mare sarebbe più
povero”. |