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Presentazione del libro "Assunta Goretti" a Corinaldo
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E’ stato presentato a Corinaldo, presso l’Oasi di Santa Maria Goretti Sabato 7 Ottobre, il libro di Giovanni Alberti (rettore del Santuario di Nettuno) dedicato ad Assunta Goretti, mamma di Santa Maria Goretti, con la prefazione di Angelo Comastri Arciprete della Basilica Papale di San Pietro in Vaticano. Dopo la biografia su Maria
Goretti, tradotta in quattro lingue e quella su Alessandro Serenelli,
uccisore convertito della Santa, l’Autore completa la trilogia dei
protagonisti della vicenda gorettiana con questa straordinaria vita di
Assunta Goretti, dove vengono pubblicati per la prima volta documenti
inediti sull’incredibile avventura dell’unica mamma che, nella storia della
Chiesa, ha visto in S. Pietro la canonizzazione di sua figlia. Dopo la
presentazione di Cinzia Napoletano, Eva Cancelli ci legge le
pagine riguardanti la visita che Alessandro Serenelli fece a Corinaldo, nel
Natale del 1934, a mamma Assunta, per chiederle il perdono. L’autore scrive:
“Alessandro sa che a Corinaldo vive Assunta e due suoi figli, vuole
questo perdono ma non osa muovere lui il primo passo. Si sente una nullità
dinanzi a quel dolore, teme le reazioni dei corinaldesi, tra i quali la
memoria di quel tremendo delitto delle Paludi Pontine è ancora bruciante.
Con una sensibilità tutta femminile e cristiana, vincendo anche le
resistenze di Mariano ed Ersilia ancora molto risentiti, è Assunta a
prendere l’iniziativa. Sono trascorsi trentadue anni da quel grido di
perdono pronunciato nell’aula del Tribunale di Roma: quella parola l’ha resa
donna libera nel cuore e nelle mente. E’ la vigilia di Natale, di buon
mattino, quando Alessandro da Osimo va ad Ancona, il treno per Senigallia e
la corriere per Corinaldo. Giunge a Corinaldo verso l’imbrunire , attraversa
Porta San Giovanni, sale la Piaggia con le sue centoscale, sfiora il Pozzo
della Polenta, s’incammina lungo la Via Cimarelli, ancora una manciata di
gradini, infine approda al Terreno. La canonica di don Bernacchia è sulla
sinistra: una costruzione di mattoni carica di anni e leggende, un portone
in legno che non conosce mani straniere. E’ il momento tanto atteso che ad
Alessandro fa tremare le ginocchia. Ancora qualche metro da percorrere che a
lui sembra una distanza incolmabile. Tornare indietro non si può ed allora
quelle mani tremolanti bussano alla porta. Dopo qualche secondo una donna
appare sull’uscio: è Assunta, rimasta senza fiato. “Assunta! Mi conoscete?
Sono Alessandro….sì…..Serenelli” Ella a stento riconosce l’Alessandro di una
volta e lo fissa lungamente negli occhi. A questo punto giunge don
Bernacchia, il quale invita l’ospite ad entrare. Alla presenza del
sacerdote, tra la porta e la cucina, il cappello in mano, in ginocchio
Alessandro dice ad Assunta: “Chiedo perdono, Assunta, per tutto il male
fatto alla vostra famiglia”. Assunta resta impietrita, poi con fermezza
esclama: “Vi ha perdonato Dio, vi ha perdonato Marietta mia, vi perdono
anch’io”. Enrico Fontana, nella sua presentazione di questa
ulteriore opera di Giovanni Alberti, ha aggiunto:
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