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Mostra “Decennale INFIORATA” 24 Maggio – 28 Giugno 2009 |
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Nel 1264 un giovane sacerdote boemo, Pietro di Praga, diretto a Roma attraverso la via Cassia, si fermò a Bolsena per pregare sulla tomba di S.Cristina e per passare la notte. Il giorno dopo chiese di celebrare nella cripta della Santa venerata fin dal 304. Scettico sulla reale presenza corporea di Cristo nell’ostia consacrata, all’atto di spezzare l’ostia stessa dalla particola sgorgò del sangue che bagnò il corporale, gli arredi e le lastre del pavimento. Inimmaginabile lo stupore e lo sconcerto del sacerdote e delle persone presenti. Dell’avvenimento venne informato il Papa Urbano IV che si trovava ad Orvieto e che chiese gli venisse portato il corporale intriso del sangue del miracolo. Una grande folla percorse i 20 chilometri tra la città lacustre e quella di Orvieto. Fu un viaggio percorso con fede e devozione con i campi pieni di fiori a fare da cornice a quell’insolito corteo. Per custodire l’insigne reliquia del corporale venne poi costruito il celebre duomo di Orvieto dove tuttora è meta di ininterrotto pellegrinaggio. L’altare del miracolo, protetto da una balaustra cinquecentesca, è conservato nella Grotta di S.Cristina, ricavata dalle catacombe che circondano il sepolcro della Santa, mentre tre di quelle pietre macchiate di sangue sono conservate nella cappella del Miracolo, sotto una tela del pittore Trevisani (sec. XVII). Per ricordare il grande miracolo venne istituita dal Papa Urbano IV la solennità del Corpus Domini e a scrivere i testi della liturgia venne chiamato il grande Tommaso d’Aquino. Quell’insolito viaggio da Bolsena ad Orvieto divenne il prototipo di quella che poi verrà chiamata la processione del Corpus Domini. La tradizione dell’infiorata, decorazione fatta con i petali dei fiori, si sviluppò nell’Italia Centrale (Lazio nord ed Umbria) per poi diffondersi in ogni parte d’Italia e del mondo. La sua origine risale al sec. XIII, quando in occasione della processione del Corpus Domini “si spargevano alla rinfusa dei petali a piene mani” per poi passare, anno dopo anno a vere composizioni artistiche realizzate sempre con i petali dei fiori. Abbiamo una testimonianza prestigiosa: nel 1625 nella Basilica di San Pietro a Roma, per dare maggior risalto alla festa di Gesù Eucaristia, si iniziò a decorare la basilica con fiori disposti a mosaico. La tradizione ormai non conosce confini di nazionalità, in Italia su tutte sono da ricordare le infiorate di Bolsena e di Genzano. Sin dalle prime edizioni particolare risonanza ha avuto l’infiorata di Nettuno, realizzata dinanzi il sagrato della Pontificia Basilica della Madonna delle Grazie e Santa Maria Goretti. Oltre alla tecnica floreale elegante e raffinata, l’infiorata nettunese giunta alla decima edizione, ha visto estendersi la sua fama fino a coinvolgere sempre più visitatori e pellegrini. La realizzazione è curata dal Gruppo del Rinnovamento nello Spirito Santo di nome Pentecoste, che progetta i disegni su cartone, raccoglie i fiori nelle serre della zona e mette in posa i petali dei fiori nella mattinata della festa del Corpus Domini. Lo spettacolo che si presenta agli occhi dei visitatori è straordinario e solenne è il momento clou quando su quei fiori passa l’ostensorio con l’ostia consacrata. Un brivido di commozione e di fede passa nel cuore degli oltre cento operatori, artisti, collaboratori che ormai da dieci anni hanno permesso alla città di Nettuno di avere un’altra suggestiva tradizione. I temi trattati vengono scelti in base all’attualità della vita della Chiesa e del mondo e vogliamo ora ricordarli
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